Wednesday, April 09, 2014

9 aprile 2014


Una cosa su cui molti non ragionano è che essere freelance vuol dire essere spesso disoccupato. A parte quelli che hanno un contratto d'esclusiva tutti i fumettisti ad ogni consegna sono virtualmente disoccupati (ok, i disegnatori bonelliani no), e questo crea una continua "ansia" lavorativa.
Se lavori bene il lavoro continuerai ad averlo ma non è così matematico, devi rispettare sempre le scadenze, devi esser professionale e si, devi risultare anche simpatico all'editor, perchè in qualsiasi posto di lavoro è meglio lavorare con gente che si conosce, di cui ci si può fidare e che sai non ti creerà rogne.
Io "oggi" sono disoccupato (a parte le docenze a scuola), ho consegnato un mese fa la mia storia per il color fest di Dylan e ancora non ho chiesto per altri lavori, così come da un po' ho scelto di non chiedere più lavoro alla Marvel.
Perchè? Perchè le scadenze americane non mi permettevano di disegnare e visto che VOGLIO disegnare, ho scelto di fare il colorista solo per la Bonelli (cioè, di chieder lavoro solo a loro, mica posso obbligarli) in attesa che qualcuno mi paghi per disegnare.
Il tutto contando che ho 3 figli e un mutuo, per fortuna mia moglie lavora e mi sostiene nel mio tentativo di disegnare, ma a giorni alterni l'"ansia" bussa e assieme alla stanchezza per le notti insonni (i 3 figli) e agli editor francesi che non rispondono certi giorni le spalle sono più doloranti (si vabeh, pure il calcetto mi ha riempito di dolori).
Non mi sto piangendo addosso ma vedo sempre più spesso che gli aspiranti guardano ai fumettisti come delle star che lavorano quando gli pare e dormono sui bancali di soldi mentre a dormir sereni in realtà saranno neanche la metà dei professionisti.

No comments: